L’antifavola per eccellenza è giunta alla terza puntata. Nelle sale dal 31 Agosto scorso, ed ora anche in DVD con tanto di contenuti speciali e un allegro Karaoke , Shrek l’orco continua ad appassionaci. Dopo averci mostrato che si può vivere brutti e contenti, adesso ci insegna che non serve avere un regno per essere felici.
Nella prima puntata, Fiona, la principessa-orco, riceve il suo bacio d’amore e l’incantesimo si spezza: inaspettatamente resta nella sua forma di orco, colma d’amore per il suo Shrek.
A quel punto abbiamo avuto la consapevolezza che stava iniziando una nuova era: quella della generazione di bambini che cresceranno senza l’equazione “bello = buono” e “brutto = cattivo”. Per quelli della mia generazione è stato uno stravolgimento totale: non era mai successo che una storia d’amore con il protagonista maschile Non Bello avesse un lieto fine.
Nella seconda puntata Sherk e la sua amata sono stati messi alla prova: è stata concessa loro la bellezza e, pur potendo scegliere, hanno preferito rimanere Orchi.
Nella terza puntata Shrek si trova di fronte a quello che, per la generazione di Biancaneve e Cenerentola, sarebbe stato il coronamento di un’esistenza felice: il governo del regno di Molto Molto Lontano.
E cosa pensiate abbia fatto Shrek? Si è fatto in quattro per ritrovare il secondo nella successione del regno.
Da qui iniziano le sue peripezie in compagnia dei due fedelissimi compagni, Ciuchino e il Gatto con gli Stivali, in un susseguirsi di citazioni brillanti. Troviamo un Arti (vedi re Artù) e un Lancillotto liceali, per non parlare di un Merlino (il mago) in terapia antistress.
Ritroviamo il Gatto con gli Stivali, ruffiano come solo un gatto può esserlo, che non manca di sfoderare la sua arma segreta: due occhioni dolci. E qui una chicca: il doppiaggio, anche nella versione italiana, è merito di un eccellente Antonio Banderas.
E Ciuchino, per il quale la sua, già nota, relazione con la “draghessa” dalle lunghe ciglia, ha dato i suoi frutti: una allegra e rumorosa cucciolata di asini-draghi, di cui Ciuchino va decisamente fiero.
Memorabile la scena in cui Pinocchio viene interrogato affinché riveli dove si trova Shrek ed egli ricorre ad un escamotage, degno del migliore dei nostri politici per eludere la risposta.
Anche stavolta il cattivo ci viene presentato nelle vesti di Azzurro, il principe: alla faccia di tutte quelle illuse che ci credono ancora!
Pomposo e arrogante come sempre, costretto a vivere recitando in bettole di terza categoria, deriso dal pubblico, spinto da spirito di vendetta, non mancherà di mettere a dura prova
Il lieto fine non mancherà, anche se sempre fuori dagli schemi della favola classica ed è proprio questo che ci piace.





